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proposte educative

Un bambino competente è in grado di dare risposte adeguate anche nelle situazioni problematiche, dando il meglio di sé.  Riteniamo necessario, quindi, soffermarsi sul concetto di competenza che restituisce ancora una volta centralità al bambino.

La competenza include:

  • la conoscenza (il sapere)

  • le abilità (il sapere fare)

  • gli atteggiamenti (curiosità, interesse, inclinazione).

 

Per individuare le proposte educative più congrue ai bisogni dei bambini, la scuola prevede un momento di programmazione collegiale la prima settimana di luglio. Questa permette di individuare un filo conduttore del percorso formativo, che verrà declinato diversamente in ogni sezione, con riguardo all’età e alle competenze dei bambini. Le ipotesi progettuali prendono, quindi, una forma concreta durante l’anno attraverso le programmazioni di sezione e collegiali, senza che passi in secondo piano l’osservazione dei bambini, soprattutto nei primi mesi, per identificare le necessità primarie.

Ogni progetto viene discusso insieme dalle insegnanti di classe e, se prevede elementi comuni (percorso di Natale e Pasqua, festa dei nonni, della mamma, del papà) viene trattato nel collettivo.

Una volta individuato il tema del progetto e le sue finalità, partendo dall’osservazione dei bambini, esso è proposto loro ed eventualmente modificato in itinere, sulla base dei rimandi dei bambini stessi. Durante il percorso, viene costruito ed appeso in sezione un pannello che viene ampliato man mano che le esplorazioni e le sperimentazioni proseguono. Tale pannello è visibile sia dai genitori, che in questo modo sono resi partecipi dell’attività scolastica, sia dai bambini, che possono rivivere e ricordare le esperienze attraverso le immagini.

A conclusione del progetto vi è sempre una restituzione a casa degli elaborati, completi di foto e descrizione del percorso.

Nella sezione primavera, ogni giorno i genitori possono vedere le foto della giornata grazie ad un’apposita cornice digitale posta in sezione, mentre nelle altre sezioni è predisposto un diario di bordo sempre a disposizione delle famiglie ed aggiornato più volte a settimana.

Infine, durante l’anno, la scuola prevede la restituzione di due documentazioni inerenti una il progetto di Natale e l’altra il percorso religioso, che racchiudono entrambe le attività di tutte le sezioni. A conclusione dell’anno scolastico, invece, viene consegnata la documentazione di sezione, contenente tutte le esperienze vissute da settembre a giugno.

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viva la natura

"I bambini hanno sempre più bisogno di natura: alberi, terra, spazi aperti dove compiere esperienze uniche, preziose , incancellabili. Conoscono con i sensi, cercano e raccolgono materiali naturali, inventano nuovi giochi, scoprono il silenzio, i tempi lunghi e istintivamente si avventurano alla scoperta del mondo. Per un bambino la natura è irresistibile, in tutte le sue sfumature".

("La scuola nel bosco", di M. Schenetti, I. Salvaterra, B. Rossini)

 

La natura fa bene. Sempre più studi ci confermano scientificamente ciò che da soli siamo in grado di riconoscere attraverso le nostre sensazioni: quando abbiamo la possibilità di stare all’aperto, di godere della natura, stiamo bene. Stare a contatto con la natura ha un effetto rigenerante sul cervello, aumenta i livelli di attenzione, favorisce lo sviluppo di una buona coordinazione fisica, di equilibrio e agilità, genera un’inclinazione a sentirsi più sicuri e autonomi, e facilita la predisposizione a lavorare in gruppo e a sviluppare empatia e competenze per la coesistenza. I bambini che invece possono solo limitatamente godere di esperienze e momenti in natura manifestano le conseguenze di ciò che Richard Louv chiama “deficit di natura”, ossia appaiono più timorosi, sviluppano più allergie, sono più in sovrappeso, nervosi, insicuri, annoiati.

La ricerca scientifica non fa che rafforzare la consapevolezza che come adulti abbiamo la responsabilità di garantire ed offrire ai più piccoli, ovunque essi vivano, spazi, tempi ed esperienze di natura: il contatto con la natura, in campagna come in città, è una risorsa, un bisogno urgente, una fonte di benessere per tutti i bambini. Dunque, è importante cogliere la natura quotidiana di ogni luogo e cercare quelli a maggiore vocazione naturale per assorbire pienamente l’intensità dei benefici che la natura può offrire, soprattutto nei contesti educativi e scolastici dove i bambini e i ragazzi trascorrono molte ore della loro giornata. Essere adulti che privilegiano le esperienze “fuori ” significa anche saper rispettare il ruolo dei bambini quali esploratori nati:

“I bambini, fin dai primi anni di vita, giocando, hanno esplorato il piccolo mondo in cui sono nati. Hanno visto, udito, toccato, odorato e assaggiato ciò che era a portata di mano. Hanno giocato con l’acqua, con la sabbia e con altri materiali e hanno così scoperto molte leggi del mondo fisico. Con quelle conoscenze hanno organizzato la loro prima cultura. Hanno fatto come gli scienziati. Ma ben presto i bambini  hanno cominciato a guardare il mondo attraverso la televisione, usando solo due dei cinque sensi. Hanno visto tante cose lontane e hanno trascurato le cose vicine. Eppure intorno a noi, nel piccolo mondo di un prato, di un giardino o di un muro di vecchi mattoni, è nascosta una vita intensa in ogni stagione…”                                                          

“Io e la natura”, Mario Lodi

 

Fuori c’è il mondo: una scuola “naturale” e bellissima, fatta di frammenti di vita che ci vengono incontro.

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finalità educative

La nostra scuola aderisce alle iniziative formative e di aggiornamento finanziate dalla FISM, dalla regione, dai comuni e da altri enti. È inoltre seguita da una rete di coordinamento di pedagogisti, nominati dalla FISM, su finanziamento della Legge Regionale dell’Emilia Romagna.

Nella scuola dell’infanzia “Elisa Lari” i nuovi orientamenti vengono integralmente realizzati all’interno del Progetto Educativo Didattico che la caratterizza e la rende, in modo specifico, luogo di crescita umana, morale e culturale per i bambini, i docenti e i genitori.

 

Ogni anno a luglio viene elaborata dal Collegio Docenti una progettazione educativo - didattica che individua il filo conduttore del percorso formativo.

Le finalità educative della Scuola Materna “Elisa Lari” sono le seguenti:

  • Formazione personale promuovendo personalità affettivamente sicure ed equilibrate, capaci di controllare difficoltà e situazioni conflittuali, tese al raggiungimento dell’autonomia a livello cognitivo e comportamentale;

  • Formazione sociale realizzando una comunità educativa nella quale ogni bambino sperimenti relazioni con i coetanei e con gli adulti, caratterizzate da un clima di serenità, aiuto, amicizia, rafforzato anche da piccole frustrazioni derivanti dal confronto;

  • Formazione culturale, attraverso attività ed esperienze di osservazione, ricerca, esplorazione, sistemazione, simbolizzazione. Particolare importanza viene data ai laboratori permanenti e temporanei. Caratteristica propria delle proposte della Scuola dell’infanzia Elisa Lari è il rifiuto del cognitivismo e tecnicismo fine a se stesso. L’arricchimento culturale passa attraverso la gioiosità e flessibilità delle varie esperienze che pongono le premesse per dare al bambino il gusto del conoscere e dell’apprendere;

  • Formazione religiosa e morale che, pur nel rispetto delle diversità, è orientata a far maturare la consapevolezza della necessità del rispetto delle persone, delle norme di convivenza ed a far emergere la dimensione spirituale e religiosa propria di ogni uomo.

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scuola di democrazia

L’offerta educativa della nostra Scuola dell’infanzia di ispirazione cristiana valorizza tutte le dimensioni strutturalmente connaturate nell’uomo, nella consapevolezza che l’intervento educativo debba promuovere la formazione di una personalità completa ed equilibrata, anche in armonia con i principi della Costituzione della Repubblica Italiana.

 

Ci identifichiamo come scuola di democrazia, luogo “di tutti e per tutti”, aperta a tutti i bambini le cui famiglie accettano il Progetto Educativo della Scuola. La definizione del Progetto Educativo è affidata all’intera “comunità educante” formata da genitori e famiglie, insegnanti e da tutti coloro che condividono le finalità e lo stile della scuola.

 

Pertanto siamo impegnati ad applicare le norme vigenti in materia di inserimento di bambini con handicap o in condizioni di svantaggio.

La proposta pedagogico - educativa della nostra scuola si ispira alle linee fondamentali degli Orientamenti ’91, in conformità con l’identità cristiana che ci caratterizza e alle Indicazioni Nazionali del 2012.

  

Nel corso di un incontro con i genitori, l'allora presidente della scuola Don Luca Ferrari, ha esplicitato alcune linee guida del progetto educativo e della collaborazione imprescindibile tra scuola e famiglia (02/10/07):

 

“Per l’educazione un valore determinante deve essere l’intesa tra educatori e genitori, ci deve essere stima e sintonia. E’ indispensabile stipulare un Patto educativo. Se tra genitori e insegnanti non c’è stima, si demolisce la possibilità di educare,  si demolisce la fiducia nei bambini. Bisogna mettersi in discernimento continuamente, in ricerca. Un valore aggiunto e prezioso di questa scuola  è l’educazione cattolica, per stabilire un’alleanza educativa con la famiglia. Ci vuole un dialogo costante tra genitori ed insegnanti”.

Don Luca Ferrari

In base a questi principi, il nostro impegno educativo è volto a educare i nostri bambini ad essere esseri umani autentici, ovvero a formarli ad immagine di Cristo. Cristo, perfetto uomo, cresce nella sua integralità in intelligenza del cuore e della mente (sapienza), nel corpo (età), nello spirito (grazia). E questo non avviene in modo miracoloso ma in modo ordinario, sotto gli occhi vigili di Dio e degli uomini, responsabili di questa crescita.

 

Leggere le favole ad un bambino è indispensabile perché cresca in sapienza, portarlo a giocare all’aperto è necessario perché cresca in età e nella consapevolezza di sé. Insegnargli a pregare con semplicità e in famiglia è necessario perché cresca in grazia e nella conoscenza di Dio.

Papa Francesco, amato anche dai bambini, ha parole di speranza e di incoraggiamento, parla di stupore, di tenerezza, di bellezza e di amore.

Noi educatori siamo chiamati a seguire umanamente e professionalmente il filo magico di questi messaggi rivolti a tutti, mettendoli in sintonia con il progetto educativo di scuola e concretizzandoli nel piano dell’offerta formativa come risposta ai diritti dei bambini e alle legittime attese dei loro genitori.

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spazi e materiali

È buona pratica per gli educatori organizzare lo spazio in modo che possa tenere conto delle molteplicità dei bisogni dei bambini e che possa coniugare l’esigenza di sicurezza, di affettività e di cura con il bisogno ed il desiderio di esplorazione e di conoscenza e il sentimento di intimità con il piacere di stare insieme agli altri. La cura nella scelta della destinazione, dell’organizzazione e dell’arredo dei vari ambienti rispondono a precisi significati e scelte educative secondo criteri di ordine, prevedibilità, leggibilità e disponibilità di diversi materiali per attivare percorsi di scoperta, esplorazione e inclusione.

La sezione primavera è composta da tre ambienti interni (sezione, bagno, sala dei pasti) e un giardino esterno ad uso esclusivo dei bambini della sezione.

In sezione, al centro della stanza, vi sono due panche che fanno da cornice ad un tappeto giallo. Esse delimitano uno spazio raccolto che le insegnanti utilizzano come cerchio del saluto mattutino. Ogni giorno, dopo l’accoglienza, i bambini vengono invitati a sedersi disposti a semicerchio, pronti per iniziare i rituali della mattina: saluto, canzoni, distribuzione della frutta, lancio delle attività della giornata. In questo luogo si ritorna successivamente per la distribuzione dei tovaglioli e la preghiera prima del pasto.  Inoltre, esso figura anche come angolo della costruttività, in quanto all’interno delle panche sono presenti alcuni cassetti contenenti i giochi di costruzione.

Nella sezione vi è poi l’angolo del gioco simbolico, con la cucina ed uno spazio per le bambole. Qui, grazie a pentolini, posate, cibo finto, ma anche vestitini e copertine, i bambini possono divertirsi nel gioco del “fare finta”, ripetendo gesti e azioni conosciute che evolveranno in nuove forme di pensiero.

Un altro spazio importante è quello della lettura, costituito da alcune librerie ad altezza bambino, da cui è possibile prendere autonomamente il libro desiderato. Infine, completa la sezione un angolo morbido, utilizzato sia per le narrazioni che per i giochi senso motori.

Gli spazi della sezione vengono spesso modificati in corso d’anno a seconda delle esigenze del gruppo.

La sezione viene anche adibita a dormitorio per il riposo pomeridiano.

Nella sala dei pasti sono presenti tre tavoli circolari che possono ospitare ciascuno un massimo di 8 bambini. Vengono utilizzati per il  pranzo, per la merenda del pomeriggio e spesso anche per alcune tipologie di attività progettuali.

Questo spazio ospita anche gli armadietti dove ogni bambino può riporre le sue cose (giacca, scarpe, oggetti personali).

Il giardino viene utilizzato ogni giorno per il gioco libero durante la mattina, dopo il pranzo e dopo la merenda del pomeriggio, ma anche come luogo naturale di esplorazione nelle attività progettuali. Sono presenti alcuni giochi tradizionali come lo scivolo, la casetta e i tricicli, ma si incoraggiano sempre più le sperimentazioni con gli elementi naturali presenti, come i tronchi. Anche in giardino vi è uno spazio dedicato al cerchio dell’amicizia, utilizzato durante la bella stagione.

Durante l’accoglienza e per alcune attività specifiche i bambini della sezione primavera si recano nella stanza dei giochi, uno spazio comune a tutta la scuola. Anche in questo ambiente si ritrovano l’angolo della costruttività, del gioco simbolico e della lettura.

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della famiglia, con la famiglia

Il cuore della nostra sezione nido d’infanzia e della nostra scuola dell’infanzia non sono solo i bambini, ma tutte le famiglie che ci affidano i loro tesori preziosi. Il nostro desiderio è che si sentano sempre accolte ed ascoltate, in una disponibilità di dialogo volto a renderle sempre più parte attiva del nostro agire educativo. È proprio questo l’intento del nostro patto: coinvolgere le famiglie per una corresponsabilità nell’educazione, in un rapporto di fiducia e sostegno reciproco. Scuola dell’infanzia Elisa Lari: “La scuola della famiglia, con la famiglia”.

 

La convinzione che la famiglia è il luogo naturale e primario all’interno del quale si realizza la vera educazione dei figli, sorregge, fonda e giustifica tutte le scelte riguardanti la collaborazione scuola-famiglia.

La scuola si fa luogo, occasione di crescita, di incontro, di confronto dei genitori, ma nello stesso tempo diventa scuola sorretta, difesa e voluta dalle famiglie e dalla comunità locale. I genitori si impegnano a collaborare alle varie iniziative e a dare la propria disponibilità anche nella manutenzione della scuola.

Il coinvolgimento dei genitori prevede:

  • La presentazione del progetto educativo – didattico e del progetto educativo (PEI) a tutti i genitori a inizio anno;

  • Le informazioni ed il confronto sulla situazione e sulle attività generali della scuola;

  • Il colloquio personale da parte dei genitori con le insegnanti (uno a inizio anno e uno a metà anno scolastico);

  • Gli incontri formativi su tematiche psicopedagogiche e sui valori educativi propri della Programmazione Educativa della Scuola.
     

Gli incontri finalizzati alla socializzazione tra genitori sono: feste, messe, cene, preparazione di materiale decorativo, manutenzione dell’edificio, attività in cucina, alcuni incontri di sezione, il corso per genitori organizzato nel mese di ottobre dall’Azione Cattolica, corsi per famiglie o incontri organizzati dalla nostra unità pastorale.

Due volte l’anno i rappresentanti di sezione eletti si incontrano con Carmela Adani, la direttrice, per  capire se la scuola offre ciò di cui le famiglie hanno veramente bisogno. Sono momenti fondamentali per i genitori, per uno scambio onesto e attuale.

Nelle foto qui sotto:

docenti americane in visita alla scuola, alcuni papà volontari che sistemano il giardino, il sindaco Luca Vecchi in visita, insegnanti all'opera   per abbellire   la    scuola

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l'importanza delle relazioni

Un contesto educativo per la prima infanzia si qualifica come tale quando si propone come luogo di relazioni significative, intenzionalmente pensato per far sperimentare al bambino un clima di benessere e sviluppare senso di sicurezza, fiducia e autostima.

Per questo motivo, per la scuola, una grande opportunità è rappresentata dai progetti di intersezione. Questi aprono alla condivisione e permettono di alternare i bisogni dei bambini: sia quello della sicurezza di uno spazio conosciuto, sia quello della curiosità per le nuove situazioni.

Un contesto relazionale significativo è legato anche alla creazione di un clima sociale positivo tra gli adulti, i quali devono essere capaci di ascoltare e accogliere il bambino e sostenere la crescita delle sue capacità cognitive, emotive e relazionali.

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